Le epurazioni cominciano dai nemici e finiscono con gli amici, partono dai troppo liberi e si chiudono con i non abbastanza servi. Enrico Mentana non era abbastanza servo per i gusti del padrone, assai volgari in materia ma molto assecondati dalla corte giornalistica. Il
Tg5 ha sempre difeso gli interessi fondamentali del Cavaliere: la guerra alla giustizia, la difesa di Previti e Dell'Utri, il conflitto d'interessi. Ma l'ha sempre fatto nel quadro di una decenza personale e professionale e di una grande tecnica televisiva. In Mentana alla fine e' forte l'istinto del cronista. Non ha quasi mai cancellato le notizie sgradite a Berlusconi, come fanno molti suoi zelanti colleghi, al massimo le ha un po' nascoste. L'effetto paradossale e' che negli ultimi tempi una quota di pubblico di sinistra preferiva il telegiornale di
Canale 5 a quella specie di filmato Luce del berlusconismo che è diventato il
Tg1 di Mimun. Per anni la quantita' minima e a uso personale di decenza esibita dal tg di Mentana e' stata la foglia di fico del conflitto d'interessi. In qualche modo il
Tg5 ha incarnato, con tutte le sue ambiguita', la finzione liberale del berlusconismo nascente, l'illusione che portasse "più liberta' di scelta". (Curzio Maltese,
Repubblica, 12 novembre 2004)